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Gli Alogici come universo musicale in espansione
Erano le 7:15.
Un nuovo pezz o di Elvis mi risvegliava, puntuale ed inesorabile, ogni santo giorno a quell'ora, mentre mio fratello si pettinava, usando gel in quantità industriale per sostenere la sua "Banana" .
Il Rockabilly degli Stray Cats è stato il mio vero amore, e lo resta tutt'ora. Fino a 20 anni non ho ascoltato altro.
Poi sono passato al Jazz, alla musica classica. Dal "Dies Ire" di Verdi a "O Fortuna" di Carl Orff. Mi mancava l'orchestra, la sua potenza, la sua efficacia ed infinita espressività.
Il massimo che potevo fare era sperimentare le mie idee utilizzando il computer, con CakeWalk e SoudForge. Una via intermedia fra il compositore e l'ingegnere del suono. Dimenticavo quasi le tre sonate per chitarra e pianoforte eseguite con Sara , mentre io ero alla chitarra.
Ho composto anche alcuni pezzi che accompagnavano la commedia tetrale di Dario Fo "I cadaveri si spediscono e le donne si spogliano" , ma la registrazione era di pessima qualità. Kitty Barilli dice ancora che si è trattato di un gran lavoro, e che io mi sottovaluto.
Poi conosco ?_?_?, detto Nabi . Un folle sperimentatore che vive la musica come uno spazio indefinito e interminato ove la fantasia concretizza ogni nostra idea, desiderio, angoscia.
Uno spazio libero nel quale perdersi e naufragare dolcemente.
E, seppur mantenedo una certa indipendenza, nasce Arabici e altre collaborazioni in cui le idee si mischiano, fra sonorità orientaleggianti, ritmi elettronici, esplosioni e "tappeti persiani" - ghirigori bizantini impiantati su suoni artificiosi.
Ma resta l'amore per la natura, il legno, lo strumento acustico.
Continuo a pensare agli Alogici come ad un progetto ambiziono e intelligente, che non si presta certo ai conformisti, ma che necessita di coraggio, personalità e l'incostante audacia dell'esploratore che fa dell'ignoto la sua casa, della strada il suo pensiero, dell'impeto il suo stile.
A chi volesse cimentarsi, buona fortuna.
Io per ora ho fatto, con Nabi , una sola parte.
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