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I commenti, le critiche, i pareri e le opinioni sono fondamentali per chi è all'inizio e vuole crescere.
Qui di seguito trovate tutto quello che, formalmente o informalmente, è stato detto su di noi.
Nome |
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Data |
Ottobre 2001 |
Scritto da |
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| Commento |
Ci è piacuta molto lo spirito innovativo, la sperimentazione, la dimensione
onirica e psichedelica dei brani.
Interessanti anche i suoni, aspri a tratti, ma emotivamente intensi e la
voce sussurrata e suadente in " Dimenticanza". |
| Rispondiamo |
Se qualcuno dice "Ci è piacuta molto lo spirito innovativo", vuol dire che il nostro sforzo verso l'originalità ripaga!
Per quanto riguarda la voce sussurata di Dimenticanza non possiamo che girare i complimenti a Chiara dei NEO.
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Nome |
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Data |
Dicembre 2001 |
Scritto da |
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Votazione |
Testi: 4,5/5 - Tecnica: 4,5/5 - Registrazione: 4,5/5 |
| Recensione |
Non capita spesso di sentire un gruppo che già nei demos riesce a dimostrare una grande maturità artistica ed al tempo stesso un coraggio ed una voglia di sperimentare invidiabili che li portano a fare qualcosa di originale ed affascinante. E capita ancora più raramente che le caratteristiche appena citate siano affiancate da una produzione ed una registrazione casalinghe che mostrano di non avere assolutamente niente da invidiare alle produzioni milionarie di gruppi più affermati.
Gli Alogici sono uno di queste rare eccezione: un gruppo emiliano formato essenzialmente da due persone, Nabi e Ricky, che, armati di pochi mezzi e tantissime idee e con la partecipazione di alcuni amici che intervengono con piccole collaborazioni (qualche voce o chitarra, o altri camei) in alcuni brani, riescono a realizzare cose veramente pregevoli unendo elettronica, atmosfere dark e tanta sperimentazione.Ma passiamo a parlare un po' dei loro brani: iniziamo con "Dimenticanza", pezzo a due voci dall'atmosfera cupa e visionaria contornata da un ottimo uso dell'elettronica e voci campionate crea un effetto molto psichedelico completato da un finale vagamente "PinkFloydiano". Le atmosfere cupe e allucinate dominano anche nell'ottima "Necrofilia" che crea un effetto di straniamento assoluto. In "Nightmares" sono le voci campionate e l'elettronica a prendere il sopravvento portando al massimo la tensione emotiva, mentre "Arabici" è una cavalcata strumentale di 8 minuti con continui cambi di ritmo e atmosfera.
"Storia di un uomo" richiama buone atmosfere noir da night-club grazie anche all'inserimento della tromba, mentre con la delicata ballata a due voci "Incontro di anime" gli Alogici dimostrano di sapersi confrontare anche con situazioni più classiche ed accessibili.
Infine con le strumentali "Tema di parravicini" e "Angelo malvagio" si torna alla sperimentazione ed alla psichedelìa.Questi brani, che sono tutti scaricabili anche dal sito www.alogici.com, danno sicuramente prova di un gruppo di grandissimo talento e dotato di un'ottima creatività e non possono non far venire un dubbio: se con mezzi "casalinghi" gli Alogici riescono ad ottenere risultati così notevoli e nettamente superiori alla media delle produzioni italiane e non solo, cosa potrebbero fare se qualcuno investisse su di loro e gli mettesse a disposizione dei mezzi più professionali?
Speriamo di avere presto una risposta a questo interrogativo, ed intanto accontentiamoci di constatare il talento e la genialità di questi due ragazzi.
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| Rispondiamo |
Cosa dire... una splendida recensione! Sinceramente, se fossi estraneo agli ALOGICI, penserei ad una recensione pagata profumatamente...
ma non abbiamo una lira! (pardon... un euro)
E "se qualcuno investisse su di loro e gli mettesse a disposizione dei mezzi più professionali?".
Non vediamo l'ora! |
Nome |
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Data |
n°440 Maggio
2001 |
Scritto da |
Gianni della Cioppa |
| Commento |
... Molto più personale ed interessante il CD-R "L'Originalità crea tradizioni" dei romani (???) ALOGICI, un duo che con tastiere, chitarre, programmazioni e voci mescola con buon senso della musicalità elettronica rock e inserti televisivi e radiofonici.
L'approccio è abbastanza tetro, come lasciano intravedere le liriche delle 5 canzoni; la speranza è che la loro personalità creativa non sia spenta dalle inevitabili difficoltà che una simile propsta implica.
Chi ama le sfide, li contatti info@alogici.com. |
| Rispondiamo |
Alcune precisazioni.
"L'Originalità crea tradizioni" è il nostro motto in generale, non il titolo del DEMO.
Non siamo romani ma Reggiani-Modenesi-Mantovani.
L'amara realtà è che, ad una difficoltà di tutti ad "emergere", noi aggiungiamo (anzi sottraiamo) anche lo svantaggio "che una simile propsta implica".
Il tutto però non è nato dall'ambizione di diventare ricchi e famosi. E' per questo che sarà difficile spegnere la sfida
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Nome |
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Data |
Aprile 2001 |
Scritto da |
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Votazione |
2/6 |
Recensione |
Gli Alogici sono un duo, formato da Nabi e Ricky, che utilizza tastiere, programmazioni e chitarre per produrre una psicadelia sintetica ed allucinata. Classicismi alla Battiato, divagazioni in territori space, atmosfere barocche, una sorta di colonna sonora aliena: questo e altro ancora propongono gli Alogici.
Le voci dei due musicisti si intrecciano a samples come nel brano d'apertura che inizia con un collage di rumori e voci assortite per poi tramutarsi in una nenia meccanica, senza dimenticare gli inserti chitarristici pinkfloydiani nella seconda parte. 2 sarebbe perfetta per un commento sonoro ad una pellicola di fantascienza. I restanti tre brani non si discostano dalle atmosfere dei brani iniziali.
Questo demo Cd dimostra una certa originalità creativa e potenzialità ma comunica una sensazione di incompiutezza, come se le idee presenti non fossero state pienamente espresse. Irrisolto. |
Rispondiamo |
In tanti ci dicono che saremmo adatti ad un contesto cinematografico. Un film di Lynch con colonna sonora degli ALOGICI?
Un DEMO ha sempre qualcosa di incompiuto o non espresso. Altrimenti sarebbe un disco giusto?
Le canzoni inserite in questo DEMO sono in effetti molto "scollegate" tra loro, proprio perchè sono nate in periodi molto distanti e diversi tra loro.
Vi promettiamo invece che il prossimo DEMO non avrà questa incoerenza! |
Nome |
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Data |
Gennaio 2003 |
Scritto da |
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Recensione |
Esiste una tentazione alla prolissità cui va soggetta la maggior parte dei gruppi privi di una vigile produzione artistica: come vittime di una incontrollabile paura del vuoto, le band confezionano cd-r pieni fin quasi al limite del dischetto, e diluiscono con brani ancora immaturi, o meno validi, l'impressione magari ottima che un certo numero di brani aveva suscitato.
Non sfuggono a questa ‘regola' gli Alogici, duo reggiano/mantovano che poteva, francamente, operare una sintesi delle scelte - per loro magari anche difficili e dolorose - proponendo un lavoro con la metà (arrotondata per difetto) dei brani. Perché, e arriviamo ai giudizi, il gruppo ha anche idee, è coraggioso nella riproposizione di certe atmosfere apparentemente fuori moda - che tre o quattro anni fa li avrebbero esposti a critiche feroci e oggi potrebbero invece rivelarsi vincenti su più fronti - tenta la sperimentazione eppure non teme la melodia e la ‘forma-canzone' (sfociando con vari brani in uno stile ‘mediterraneo' ricercato e raffinato, come hanno fatto Juri Camisasca o altri epigoni del Battiato facile).
E allora, forse, a definire l'ambito in cui si muovono gli Alogici sarebbe stato sufficiente anche solo l'inquietante straniamento di “Necrofilia” che evolve poi in brano d'atmosfera, o il pop raffinato ma cupissimo di “Dimenticanza” - ben interpretato da una voce femminile - in cui tra l'altro il duo centra l'obiettivo di creare una tensione intellettiva tramite l'oculato utilizzo di spezzoni audio tv, oppure l'elettronica minimale di “Pareti di stelle” o di “Nightmares” che fa tanto electro-pop britannico della prima metà degli anni Ottanta, tra Visage e Yazoo, tra Howard Jones e Human League.
In definitiva:
c'è da lavorare per fare il salto di qualità, ma l'impressione è che l'opera sia già stata cominciata. |
Rispondiamo |
Risponderemo... |
Nome |
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Data |
Gennaio 2001 |
Commento |
Non è semplice, neppure per uno che come me scrive davvero tanto, trovare le parole giuste per esprimere il mio apprezzamento per la vostra musica. No, non è facile.
La vostra musica è splendida; ascoltandola con più calma, in vari momenti della giornata, anziché solo su internet, ho avuto modo di cogliere i pregi che mi erano sfuggiti prima. Una musica certamente sperimentale, la vostra, ma che non sfocia mai negli eccessi di un certo modo di suonare. Non credo che brani come Nightmares e Necrofilia, per quanto senza dubbio originali al cospetto della musica che ero abituato ad ascoltare in radio, affrontano suoni che non sfociano nel mare della musica techno, che si ascolta spesso. Anzi, penso che sia molto diversa.
La vostra musica rientra in quella che io definisco, spero non in maniera azzardata, "intellettuale", con tutte le virgolette del caso :-) Certo, trovare un gruppo che sia in grado di amalgamare i suoni di Necrofilia, la melodia di Incontro di Anime e la musica che tanto mi ricorda Bregovic di Danza dei Ricordi, non capita tutti i giorni. E io mi ritengo molto fortunato di aver trovato voi, specie considerando che ciò è avvenuto in maniera alquanto fortuita, grazie ad un vostro messaggio sul newsgroup di poesia che frequento.
E' altrettanto difficile fare una sorta di classifica dei vostri brani, ma di sicuro spiccano (non solo a parere mio, ma anche di un paio di amici venuti a casa, e ai quali ho fatto ascoltare il cd, Dimenticanza (e complimenti a Chiara per la splendida voce), Necrofilia (e stavolta i complimenti sono tutti per Nabi :-)) e Incontro di Anime. Poi Storia di un uomo, col bellissimo accompagnamento di tromba, Pareti di stelle e Nightmares.
Volevo chiederti: nessuna radio locale ha promosso la vostra musica? O i Lunapop sono ancora saldi? Non te lo avrei chiesto se non avessi un amico dee-jay :-))
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Rispondiamo |
Non è facile percorrere strade difficili e sopravvivere agli ostacoli.
Questa lettera ci aiuta ad alimentare questo coraggio! |
Nome |
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Data |
Aprile 2001 |
Scritto da |
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Commento |
Ho ascoltato con molto interesse Necrofilia, benchè il nostro genere sia decisamente più "garage" del vostro, è comunque sempre bello potersi confrontare con altri gruppi. Beh, da un punto di vista musicale, ho notato una grande precisione degli strumenti e un buon arrangiamento nel complesso. Per quanto riguarda l'atmosfera credo che siate riusciti a ricrearla bene nel testo con una interessante analisi della psicologia di Jervas(a parte la dedica iniziale che ho gradito meno).Da un punto di vista melodico l' atmosfera c'è, ma credo dovrebbero esserci un po' di dissonanze per calare maggiormente l'ascoltatore nell'ambito tenebroso del racconto. La nostra tecnica in effetti è questa: sfruttare le dissonanze, cioè tutto ciò che è considerato "errore" per l'armonia. La dissonanza permette,secondo noi, di trovare soluzioni diverse e originali che permettono di esprimere sentimenti molto cupi, malsani, oserei dire diabolici. Questo spunto ci viene dato proprio da Haward Philips Lovecraft (ricordi i flautisti storpi che suonano accanto ad Azathot orribili melodie DISSONANTI?). Ovviamente questo è il nostro parere, se vuoi ascoltare un nostro pezzo, puoi scaricarlo dal sito www.mandalaenergy.com. il titolo è Behind the Fear, anche se non siamo bravi come voi, ti puoi fare comunque un'idea di ciò che stavo blaterando sopra.
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Rispondiamo |
Sulla precisione e la scelta dei suoni in effetti è vero, siamo maniaci dei piccoli particolari che alla fine fanno comunque la differenza.
L'atmosfera come diceva HPL è tutto! Nella musica gli strumenti sono tanti per raggiungerla: le sonorità, l'armonia-melodia e il testo.
Anche noi amiamo molto le dissonanze-controllate perchè sono una sorta di ordine nel disordine.
E dire che ci dicono che usiamo già tante dissonanze!
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